giovedì 12 luglio 2007

Solo uno dei tanti che negli anni passerà di qui... pt.5

Mi sento spaesato tra tutte queste persone, non sono a mio agio in questa confusione di chiacchiere, grida... chi canta, chi suona, chi se ne sta in disparte a fumare una sigaretta prima di riprendere le lezioni pomeridiane.
Aspetto seduto sul tavolo appoggiato al termosifone, appena all'interno del salone d'entrata. In molti passando mi osservano: sono solo uno dei tanti che negli anni starà seduto qui. Alcuni mi fanno un cenno con la mano, altri solo con la testa, mi illudo di conoscere tutti. Ancora un ora, prima di partire per casa. Il viso rivolto all'esterno, mi vedo tra qualche anno viaggiare in giornate malinconiche come questa, dove il sole appare per un istante tra una nube e l'altra. Ogni qualvolta qualcuno apre la porta il vento spinge all'interno del salone foglie secche fuggite dagli alberi. Nessuno le nota, nessuno sembra interessato alle stagioni che trascorrono all'esterno dell'edificio.
Decido di uscire, sono rimasto solo.
Solo.
Perchè è un illusione sperare che chi ora è al mio fianco, gli amici con cui ho condiviso gli anni, si ricordi di me non appena anche l'ultima porta verrà chiusa.
Giornata cupa. Cammino lentamente verso la stazione e cade qualche goccia di pioggia. Arrivo quando il cielo piange come un cuore affranto. Il solito posto libero. Salgo velocemente, appoggio lo zaino e osservo la città nelle braccia dell'autunno mentre l'autobus mi riaccompagna a casa.
Certo di aver già vissuto tutto questo... sì, ogni giorno di scuola è come il precedente, ma ho visto già queste strade, percorse tra pensieri malinconici e pioggia. Le percorrerò in futuro. O in questo preciso istante.


Freno. Così forte che l'auto sbanda di lato. Qualcuno in mezzo alla strada. Nel buio un ombra si muove innanzi a me. Sento il cuore fermarsi in quel preciso istante. Posso sentire i battiti sempre più radi. Mi guardo attorno. Nessuno. E decido di scendere.
Nessuno. Anzi, nulla. La strada è deserta. Una brezza leggera mi accarezza il viso e muove leggermente le fronde degli alberi vicini. Non c'è nessuno. Riparto lentamente, per non disturbare la quiete di questa sera. Serate così non se ne vivono molte. Ma ora sta piovendo, e non accenna a smettere... perchè percepisco l'estate?

Non c'è nessuno. Anzi, nulla. La strada è deserta. Sono bagnato fradicio, confuso...

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