Da alcuni giorni sto rintanato nella mia solitudine. Rifuggo ogni contatto. Il telefono mi innervosisce. Le deludenti persone da cui sono circondato mi rendono ancora più violento verso me stesso: non riesco a contrastare i pensieri con cui mi travolgono giornalmente e ad ogni risveglio mi ritrovo sanguinante da ferite che non ricordo minimamente di essermi procurato.
I miei sogni sono di grida, rumori assordanti, solitudine e nessuna via di fuga. Ogni notte. Ma non solo. Ogni qual volta che i miei occhi si chiudono. La penombra si approssima e mi ritrovo in trappola nella mia casa, nella mia camera, nel mio spazio, nella mia mente.
..."Lentamente mi avvicino alla finestra, posso ancora sentire i graffi ormai consunti sui mattoni che la oscurano. La rabbia di voler tagliare l'esterno fermando la vista. Quante volte ho chiuso gli occhi tendendo l'orecchio verso suoni inesistenti e ricostruendo il mondo che non esiste più."...
giovedì 12 luglio 2007
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