l giorno che iniziai a scrivere non pensavo minimamente alle cause che mi avevano spinto a voler creare un racconto.
Un racconto da dedicarti, un racconto che ti tenesse compagnia nelle giornate in cui ci è la malinconia del nostro carattere a far cadere la pioggia. Quando tutto tace. Quando anche i vicini chiassosi, e le auto che sostano pochi minuti prima di riprendere la via per destinazioni a noi ignote, sembrano malinconici all'ombra di un cielo che si trascina verso l'alto, tra nubi in bianco e nero. Nubi che da sempre fanno volare la nostra fantasia.
Il giorno che iniziai a scrivere non pensavo minimamente.
Mi era congeniale scrivere.
Avevo iniziato una traccia che già sembrava riduttiva, insensata ed infantile.
Ed era tutto da rifare.
Tutta la giornata è da rifare. Un primo pomeriggio di febbraio e il pensare a te fa stringere gli occhi dalle lacrime. Sedersi sul davanzale della finestra, per sentire quelle leggere gocce di pioggia trasformarsi in pianto sul mio viso prima di divenire nebbia della sera non nasconde affatto la tristezza.
Esco e mi lascio travolgere dagli avvenimenti.
giovedì 12 luglio 2007
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